lunedì 29 marzo 2010

Energia agricola

Pubblicato da Silvia La Mensa


Energia:da agricoltura 20% fonti rinnovabili entro2020.

(AGI)-Ricavare il 20% delle fonti rinnovabili dall’agricoltura entro il 2020 e’ un obiettivo possibile. Lo afferma la prima parte del “Rapporto sulle bionergie in Italia” di Nomisma, presentato oggi al quarto Forum di Confagricoltura “Futuro Fertile” in corso a Taormina.

Secondo questo studio, commissionato da Confagri, con il solo ausilio di colture dedicate, scarti colturali e residui zootecnici sara’ possibile raggiungere questo traguardo, contribuendo in maniera sensibile alla rivoluzione verde.

Sono due gli scenari possibili paventati nella ricerca: uno più ‘ottimistico’ che consentirebbe una produzione di energia pari quasi al 20% dell’energia verde prevista in Italia nel 2020, con 4,2 mtep (ovvero 4,2 milioni di tonnellate di petrolio) e il 128,8% di energia verde sul totale del consumo agricolo.

Un quadro ‘pessimistico’, invece, prevede lo sfruttamento di solo un quinto del potenziale teorico, ma produrrebbe comunque una performance energetica mille volte superiore a quella attuale, equivalente a 1,7mtep, un dato che arriverebbe a coprire circa la meta’ dei propri consumi (e l’1,2% dei consumi finali nazionali).

Lo studio individua anche delle criticità di carattere politico-normativo: l’assenza di una programmazione certa e di lungo periodo per gli incentivi, la mancata emanazione di un decreto legge sugli obblighi italiani a livello regionale, e l’assenza di un sistema di incentivi per l’energia termica da fonti rinnovabili.

Per il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni: “Il quadro che emerge dalla ricerca è in linea con le politiche Ue in materia di agricoltura e ambiente, anche secondo quanto dichiarato dal commissario europeo per l’Ambiente, Potocnick.

I 37 miliardi di euro in 5 anni messi a disposizione dalla Pac per i servizi ambientali testimoniano la centralità del settore in ottica ecosostenibile, ma non bastano: occorre creare un sistema incentivante per l’agricoltore che tutela il bene pubblico”.

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