
Di sostenibilità e prevenzione si è parlato questa mattina a Milano durante il convegno promosso da Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi – e organizzato dal Gruppo Sole 24 Ore.
I relatori si sono confrontati sulle nuove strategie di eco-efficienza degli imballaggi: sostenibilità per l’ambiente, sostenibilità per le merci, sostenibilità tout court. L’ampia visione di Gunter Pauli e l’approccio socio economico di Alessandro Marangoni alle tematiche di prevenzione e sostenibilità, il caso di successo del sistema Conai, presentato dal presidente Piero Perron: questi gli interventi di apertura del convegno “Sostenibilità e prevenzione: packaging, impresa, società” che si pone l’obiettivo di approfondire le politiche dell’eco-efficienza e della sostenibilità.
Il convegno prende spunto dai macro scenari di Gunter Pauli, economista e fondatore di ZERI (Zero Emission Research and Initiatives) – la terza via della natura e la blue economy – per affrontare, poi, da un punto di vista economico e ambientale il tema della prevenzione e del recupero e riciclo dei rifiuti da imballaggio, autentico caso virtuoso nel panorama più ampio della gestione dei rifiuti. Un caso virtuoso, presentato nell’intervento sui benefici delle politiche ambientali e nei relativi dati presentati da Alessandro Marangoni, Chief Executive Officer Althesys, che ha permesso nel corso di oltre 10 anni di ottenere importanti benefici.
Raccolta e riciclo degli imballaggi hanno prodotto ricadute positive per l’Italia stimabili in 6,7 miliardi di euro, valore che nel 2009 si è ulteriormente incrementato raggiungendo i 7,8 miliardi di euro (somma del valore dei materiali raccolti, delle mancate emissioni di CO, dei costi di smaltimento evitati, dell’indotto e dell’occupazione realizzata)
Nel complesso l’Italia, nel periodo considerato, aveva un potenziale di benefici derivanti dalle politiche di waste management valutabile in circa 24,7 miliardi di euro. Mentre quelli connessi al riciclo sono stati colti in larga misura, negli altri settori i risultati sono stati insoddisfacenti.
Un contributo importante sarebbe potuto arrivare dalle politiche di prevenzione dei rifiuti: una loro riduzione attraverso azioni di prevenzione avrebbe, infatti, permesso al Paese di ottenere benefici pari a 2 miliardi di euro. Solo il settore degli imballaggi si è attivato però in tal senso e le iniziative di prevenzione operate hanno portato benefici per circa 500 milioni di euro ( costi di smaltimento evitati, emissioni evitate, costi esterni da trasporti evitati): un quarto del totale potenziale.
“Tra i compiti che la legge affida a Conai – commenta Piero Perron, presidente Conai – c’è quello di incentivare, valorizzare e promuovere glli interventi finalizzati a rendere gli imballaggi più compatibili con l’ambiente. Per questo, qualche anno fa, abbiamo creato Pensare Futuro, una piattaforma progettuale che ha lo scopo di diffondere tra le imprese il concetto di prevenzione. Quest’anno presenteremo il nuovo Dossier Prevenzione, una rassegna triennale di casi di eccellenza nell’eco-packaging che si caratterizzano per una diminuzione di emissioni di Co2 pari a oltre il 30%. Altri numeri? Negli ultimi 10 anni, grazie alle politiche di prevenzione promosse da Conai, si sono fatti molti passi avanti: la diminuzione del peso degli imballaggi in plastica e acciaio per alimenti è stata rispettivamente del 28% e del 30%, circa il 50% in meno invece, il peso dei sistemi di chiusura in alluminio.”
A partire dalla Blue Economy, che affronta le problematiche della sostenibilità al di la della semplice conservazione delle risorse e spingendosi verso la rigenerazione delle stesse, e sulla base dell’esperienza del sistema rappresentato da Conai e dai Consorzi di Filiera, il convegno ha fornito una prima proposta rispetto alle strategie di eco-efficienza future. In un sistema di gestione del riciclo e del recupero degli imballaggi, tutto si evolve secondo percorsi articolati, che in parte sono pianificati “dall’alto” ma, per un’altra parte, crescono spontaneamente attraverso l’iniziativa e la maggiore cultura delle imprese, in modo tale che la prevenzione riguardi sempre più l’intero ciclo di vita degli imballaggi: dall’estrazione delle materie prime fino al riciclo e alla trasformazione in nuovi manufatti.
Su questi temi si è discusso anche durante le due tavole rotonde. Antonio Buonfiglio, Sottosegretario alle Politiche Agricole, Mauro Ferraresi, Semiologo di Sociologia, Docente di Sociologia dei consumi IULM, Rosanna Massarenti, Direttore di Altroconsumo, Daniele di Simine, Presidente di Legambiente Lombardia, moderati da Fabio Tamburini, direttore di Radiocor e di radio 24 hanno discusso di prevenzione da un punto di vista politico e sociale, analizzando i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e la loro necessità di informazione puntuale e precisa.
Guido Robustelli, Responsabile Marketing di Seda Group, Alessandra Iovinella, Chief Growth Officer FutureBrand, Luca Ruini, Responsabile Sicurezza, Ambiente ed Energia Gruppo Barilla, Vincenzo Tassinari, Presidente Coop Italia, moderati da Luigi Rubinelli, Direttore Responsabile di Mark Up, hanno invece affrontato la prevenzione inquadrandola maggiormente nell’ottica dell’impresa, rilevando come la crisi economica abbia accelerato il cambiamento già in atto verso la green economy.
“Nel 2009 – ha commentato infine Piero Perron, Presidente Conai – il Sistema ha avviato a riciclo o recupero il 73,9% dei rifiuti di imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro immessi al consumo: stiamo parlando di 8.024.000 tonnellate recuperate su 10.863.000 tonnellate immesse. Contestualmente è scesa al 26,1% del totale dei rifiuti da imballaggio la quota destinata a discarica”.




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